METTERE LO SMALTO IN 20 SECONDI? SI PUO’! #BEAUTY #NAILSINC

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Avete presente i momenti in cui andate di corsa e non avete ancora messo lo smalto? Di solito la decisione è tra il non metterlo e lo sceglierne uno di cui non si vedrebbero particolarmente i difetti…quindi trasparente!

Nails inc. ha risolto il dilemma! Si tratta di uno smalto in spray. La novità non è solo il formato ma anche l’applicazione. Il primo passaggio (necessario) è un qualsiasi base coat, 6e6986be4292c7c603fbc98f84b4e45fche però può anche essere lo smalto che già indossavate! Quindi non c’è bisogno di acquistare altri prodotti particolari (magari proprio esclusivi del brand in questione eheheh). Poi basterà applicare lo smalto con la bomboletta per circa 20 secondi a 10 cm dalle unghie, senza preoccuparvi di macchiare la mano, perché una volta asciugato potrete rimuoverlo dalla pelle semplicemente con dell’acqua tiepida!

Per il momento sono disponibili solo due colori, che però sul sito sono già terminati in prevendita; intanto potete attivare sempre sul loro store la notifica per quando sarà disponibile il prossimo riassortimento. Sicuramente però forse ci conviene aspettarne l’arrivo in Italia (o almeno in Europa)…per ora il prezzo comunque è di $10.

Voi cosa ne pensate? Lo provereste?

G.

ANCHE #CERESSTACONRUMMO

Vi avevo già parlato brevemente su Facebook di quello che è successo nel beneventano meno di un mese fa, un alluvione che ha colpito duramente tutta la zona con gravi danni. Numerose sono state le ripercussioni anche sulla fabbrica Rummo, che ha visto inondati dal fango grano, pasta, macchinari e locali.
Una vicenda che ha mosso sin da subito il popolo di internet che si era mobilitato con un passaparola per dare una mano all’azienda. Tantissimi anche i volontari sul posto e Ceres ha voluto dare il proprio contributo. Il 24 ottobre infatti è stato il momento di una cena per tutti loro, una serata per fermarsi un attimo a guardare tutto il buono che anche un evento così negativo era riuscito a “creare”. E’ bello vedere come degli slogan non si fermino solo al loro aspetto commerciale; sappiamo benissimo che “Ceres c’è”, e questa è stata una delle volte in cui il messaggio è andato oltre, arrivando dove ce n’era davvero bisogno.

Credo che queste siano le cose che pur dietro uno schermo, ci fanno sentire un po’ più umani.

#CeresstaconRummo

G.

Buzzoole

CHE FACCIAMO AD HALLOWEEN? #AGM #CERESPARTY #ROMA

Halloween ha due problemi fondamentali: un travestimento d’effetto e un posto dove poterlo sfoggiare. Sul primo sto ancora lavorando, ma la location giusta è quella che ha scelto Any Given Monday!

Per l’occasione AGM, in collaborazione con Ceres, aprirà le porte di una magnifica Ex Cartiera situata al centro di Roma, in Via Assisi, nei pressi della Metro Furio Camillo. “Fabrique Noir” sarà un party tematico in una vera e propria fabbrica infestata dagli zombie, tra ambienti differenti allestiti per l’occasione e una terrazza che affaccia sullo scenario post industriale romano. Tutto in perfetto stile AGM insomma!

Qui trovate tutte le informazioni: prevendite, indirizzi…e tutto quello che può essermi sfuggito! 😉 (Sapete che se avete una prevendita potreste entrare senza file e ricevere una Ceres in omaggio?…io non vi ho detto nulla!)

E non dimenticate di utilizzare l’hashtag #ceresparty !!!!

G.

Buzzoole

IL LICEO CLASSICO E’ MORTO? #CULTURA

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Da molto tempo rifletto su questo post, rimandandolo sempre, ma oggi una notizia è stata decisamente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’articolo in questione parla di una ragazza, unica iscritta al Liceo Classico di Massa Marittima. Solo qualche settimana fa ne leggevo un altro in cui si parlava del declino degli studi classici dopo la riforma Gelmini (ma anche del suo “fallimento” sugli obiettivi che erano stati effettivamente posti). Rispetto all’anno scolastico 2009/2010 le iscrizioni sono diminuite del 44% a favore di studi che, sinteticamente, non abbiano il latino! Licei scientifici a indirizzo sportivo o delle Scienze applicate (che mi suona più simile a una cosa del tipo università delle patatine fritte…), Scienze umane (ex magistrali), licei linguistici e via discorrendo, molti davvero validi, altri di cui si può discutere. La scuola superiore sembra attraversare il momento che passò l’università anni fa, quando iniziarono a nascere le più svariate (e fantasiose) facoltà.

Si è risollevato quindi il dibattito sul Latino (perché il Greco oramai non viene proprio più neanche considerato): a cosa serve studiare una “lingua morta”? A nulla per quelli che la considerano tale: con loro è inutile anche dibatterne. Ma questo è un discorso molto più ampio, che spero di riuscire a trattare approfonditamente più avanti.

La cosa più difficile da accettare in realtà, è l’immagine della società che ne scaturisce. Non solamente dai dati, che potrebbero essere interpretati come indice di una generazione attiva, volenterosa e già proiettata verso il mondo del lavoro, ma anche con le affermazioni e gli atteggiamenti reali dei ragazzi che si iscrivono alle scuole superiori. Non considerando ovviamente quella parte che ancora segue gli studi per reale voglia di apprendere, un’altra parte di loro invece è profondamente pigra, ritiene la cultura e lo studio una inutile perdita di tempo, non considerano l’ipotesi di una carriera universitaria e anzi una percentuale non completerà neanche gli anni di scuola superiore. Per quanto ci siano sempre stati ragazzi avversi ai libri e con poca voglia di studiare, erano davvero rari i casi in cui si ritenessero inutili anche materie come la storia o la geografia.

Tornando al Liceo Classico però credo che si insinui un ulteriore dettaglio: il periodo storico, sovrastato da una crisi economica che rende incerti sul proprio futuro e spinge a cercare il prima possibile una via di guadagno. Prendere un liceo come il Classico premette la frequenza successiva di un’università, che comporta necessariamente un minimo di ulteriori 3 anni di studio, che diventano almeno 5 per avere una possibilità in più di trovare poi lavoro.

E’ difficile avere davanti un quadro di questo tipo, notare un “disinnamoramento” della cultura proprio nella scuola, che ne è culla e tempio. Da ex studentessa di un Liceo Classico è difficile sapere che sempre meno persone potranno sentirsi arricchite tanto quanto te, per i più diversi motivi.

Voi che scuola avete frequentato? Cosa ne pensate di questi cambiamenti?

G.

ATTILIO CAROTA.DESIGN – A/I 2015-’16 #INTERVISTA #MODA

Appassionati di moda, siete sicuri di conoscere proprio tutti?

Ho avuto il piacere di intervistare Attilio Carota, abruzzese, Costumista, da anni nel mondo dello spettacolo e attualmente docente all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. Ma questa volta ci ha parlato della sua Capsule Collection A/I 2015-’16.

A chi si rivolge la Capsule?

Solitamente una collezione si focalizza su una tipologia di donna, invece noi pensiamo alla stagionalità. La scorsa Capsule, quella estiva, era incentrata sull’aspetto più libero, vivace, colorato di una donna, mentre questo invernale si rifà a dei mix delle tipologie di cuciture. Tendenzialmente noi mischiamo i pizzi, i merletti, le lane, però tenendo poi la forma di tendenza dell’ultimo periodo, che è l’oversize, o comunque delle forme costruite. Quindi ritroviamo una donna abbastanza giovane che ha però l’idea di miscelare più stili, che si sente ogni giorno diversa e quindi non vuole vestire sempre allo stesso modo; così cerchiamo di dare ad ogni stagionalità una percezione differente della donna.

Al centro della collezione ci sono i capispalla, è stata una scelta dettata solo dalla stagione o c’è dell’altro?

No, c’è dell’altro perché è una mania. E’ una mia concezione di costruzione, cioè io preferisco avere dei capi costruiti, e il più costruito che noi facciamo è il capospalla. Adoro i cappotti, ma può essere una giacca, magari corta, però sono sempre molto costruite, con tessuti molto strutturati. Amiamo avere diversi tagli, che raccontano comunque un qualcosa, che segnano il corpo rendendolo armonioso.

Quali sono i tessuti utilizzati?

Adoro da impazzire la lana, quindi troverai ad esempio la lana pettinata, quasi sempre abruzzese. Quest’anno ci siamo limitati con gli scozzesi o i Pied de poule a differenza della collezione precedente, ma abbiamo lane comunque di lavorazioni “sporche”, non hanno tutti i filati dello stesso colore, ma soprattutto le abbiniamo in diversi colori, come dei verdi con dei blu, con dei macramè ocra o più scuri. Però sotto questo macramè ci sono sempre dei principi di Galles, in alcuni abiti non si vede, però c’è sempre un quadrettino o un righino, quella è la nostra firma, che è un bisogno proprio estetico di vedere le linee di costruzione che spezzano con le linee delle quadrettature.

Che cosa ha ispirato la collezione e cosa vorresti ispirasse?

La collezione quest’anno è stata ispirata da una lady inglese. Se si divide la nostra modella a pezzi vediamo che le scarpe sembrano di una sessantenne, le lunghezze della gonna sono di una quarantenne, e la parte superiore è ancora più giovanile. In questo caso le linee sono molto inglesi, però le abbiamo “spogliate” quindi ci sono molte pieghe baciate, linee che spezzano la vita ma sempre un pò gonfie, che io definisco a fungo, strette in basso e sulle spalle. In realtà, anche se sembra strano, l’idea è quella di avere una donna che si possa mischiare, che secondo me è proprio il termine adatto, con le altre donne, cioè non mettere al centro l’abito, ma la donna stessa; molti di questi abiti, anche con i mix di tessuti, vicino alle altre donne possono spiccare, però tendenzialmente realizziamo i capi con determinati tagli in modo da far risaltare sempre la testa perché secondo me, indipendentemente dal vestito o dalle scarpe, l’importanza quando devi vestire una donna ce l’ha comunque quasi sempre il volto. Quindi l’ispirazione è che poi una donna possa comunque distinguersi, non solo grazie all’abito ma anche grazie al proprio volto.

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La Capsule mi è piaciuta molto, soprattutto nelle idee e nella ricerca che ci sono dietro. E’ molto vicina alle tendenze del momento ma con un tocco classico, che io ad esempio ricerco quasi sempre anche nel vestirmi tutti i giorni!

Voi cosa ne pensate?

G.