Ci vediamo al Summeat!

Summeat Festival

Pensate al momento in cui qualcuno vi chiede: vuoi venire ad un festival dedicato al cibo? La risposta sarà scontata e l’attesa inizierà a farsi sentire (con l’acquolina!). Questa volta non dobbiamo aspettare tanto, perché il Summeat Festival sarà dal 21 al 24 aprile a Pescara.

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ATTILIO CAROTA.DESIGN – A/I 2015-’16 #INTERVISTA #MODA

Appassionati di moda, siete sicuri di conoscere proprio tutti?

Ho avuto il piacere di intervistare Attilio Carota, abruzzese, Costumista, da anni nel mondo dello spettacolo e attualmente docente all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. Ma questa volta ci ha parlato della sua Capsule Collection A/I 2015-’16.

A chi si rivolge la Capsule?

Solitamente una collezione si focalizza su una tipologia di donna, invece noi pensiamo alla stagionalità. La scorsa Capsule, quella estiva, era incentrata sull’aspetto più libero, vivace, colorato di una donna, mentre questo invernale si rifà a dei mix delle tipologie di cuciture. Tendenzialmente noi mischiamo i pizzi, i merletti, le lane, però tenendo poi la forma di tendenza dell’ultimo periodo, che è l’oversize, o comunque delle forme costruite. Quindi ritroviamo una donna abbastanza giovane che ha però l’idea di miscelare più stili, che si sente ogni giorno diversa e quindi non vuole vestire sempre allo stesso modo; così cerchiamo di dare ad ogni stagionalità una percezione differente della donna.

Al centro della collezione ci sono i capispalla, è stata una scelta dettata solo dalla stagione o c’è dell’altro?

No, c’è dell’altro perché è una mania. E’ una mia concezione di costruzione, cioè io preferisco avere dei capi costruiti, e il più costruito che noi facciamo è il capospalla. Adoro i cappotti, ma può essere una giacca, magari corta, però sono sempre molto costruite, con tessuti molto strutturati. Amiamo avere diversi tagli, che raccontano comunque un qualcosa, che segnano il corpo rendendolo armonioso.

Quali sono i tessuti utilizzati?

Adoro da impazzire la lana, quindi troverai ad esempio la lana pettinata, quasi sempre abruzzese. Quest’anno ci siamo limitati con gli scozzesi o i Pied de poule a differenza della collezione precedente, ma abbiamo lane comunque di lavorazioni “sporche”, non hanno tutti i filati dello stesso colore, ma soprattutto le abbiniamo in diversi colori, come dei verdi con dei blu, con dei macramè ocra o più scuri. Però sotto questo macramè ci sono sempre dei principi di Galles, in alcuni abiti non si vede, però c’è sempre un quadrettino o un righino, quella è la nostra firma, che è un bisogno proprio estetico di vedere le linee di costruzione che spezzano con le linee delle quadrettature.

Che cosa ha ispirato la collezione e cosa vorresti ispirasse?

La collezione quest’anno è stata ispirata da una lady inglese. Se si divide la nostra modella a pezzi vediamo che le scarpe sembrano di una sessantenne, le lunghezze della gonna sono di una quarantenne, e la parte superiore è ancora più giovanile. In questo caso le linee sono molto inglesi, però le abbiamo “spogliate” quindi ci sono molte pieghe baciate, linee che spezzano la vita ma sempre un pò gonfie, che io definisco a fungo, strette in basso e sulle spalle. In realtà, anche se sembra strano, l’idea è quella di avere una donna che si possa mischiare, che secondo me è proprio il termine adatto, con le altre donne, cioè non mettere al centro l’abito, ma la donna stessa; molti di questi abiti, anche con i mix di tessuti, vicino alle altre donne possono spiccare, però tendenzialmente realizziamo i capi con determinati tagli in modo da far risaltare sempre la testa perché secondo me, indipendentemente dal vestito o dalle scarpe, l’importanza quando devi vestire una donna ce l’ha comunque quasi sempre il volto. Quindi l’ispirazione è che poi una donna possa comunque distinguersi, non solo grazie all’abito ma anche grazie al proprio volto.

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La Capsule mi è piaciuta molto, soprattutto nelle idee e nella ricerca che ci sono dietro. E’ molto vicina alle tendenze del momento ma con un tocco classico, che io ad esempio ricerco quasi sempre anche nel vestirmi tutti i giorni!

Voi cosa ne pensate?

G.

Florian Online #shopping #scarpe

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Oggi voglio svelarvi dove compro praticamente tutte le mie scarpe…fate tesoro di questa preziosa indicazione! 😉 Il mio negozio di fiducia è senza dubbio Florian Calzature: fornitissimo, per scarpe e accessori, una varietà vastissima e sempre l’imbarazzo della scelta! Poi stare lì con Floriana e Erika è sempre un piacere, anche solo per dare un’occhiata, e se si è in cerca di qualcosa in particolare il consiglio è sempre ottimo. Chiunque sia già cliente lo sa e non c’è bisogno di tante parole, ma il mio consiglio rischia di cadere un po’ nel vuoto se si considera solo il negozio “fisico”, almeno per chi non è in Abruzzo, visto che si trova solo a Castelnuovo Vomano (TE) (c’è anche l’outlet…vi consiglio una sbirciatina anche lì!). La soluzione, anche per i più lontani, invece è arrivata qualche mese fa con il loro Shop Online e ne approfitto per segnalarvelo ora che potete trovare tutte le nuove collezioni Autunno/Inverno 2014-15, per di più scontate del 10%! La scelta è davvero vasta, dallo sportivo all’elegante, tutte le ultime tendenze, dalle firme più conosciute (Cafè Noir, Alviero Martini, Apepazza, Armani, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Naturino, Superga…) a quelle più ricercate. Per ogni articolo trovate la foto, una scheda dettagliata, il prezzo di partenza e quello scontato, ma anche un indicatore della disponibilità del prodotto. Le spedizioni in Italia sono previste in un paio di giorni lavorativi, ma è possibile spedire anche all’estero, e con un ordine minimo di 100€ le spese di spedizione sono incluse. Per il pagamento poi potete scegliere tra Carte, PayPal, contrassegno o bonifico bancario.

Io ho già messo gli occhi su qualche pezzo…voi?

G.

Quando un cittadino si vergogna della propria città #life

ImmagineQuesta sera purtroppo non vado a dormire felice. La mia città, Pescara, per molti versi continua purtroppo a deludermi e soprattutto lo fa il silenzio che la circonda, dentro cui muoiono fatti gravi. Questa volta ho voluto scrivere alla redazione de Il Centro, quotidiano abruzzese, per parlare della mia indignazione e vi dico qui cosa gli ho mandato…

Ho sempre trovato difetti nella mia città e mi sono sempre conseguentemente definita esagerata nel farlo, ma oggi mi trovo oramai a ritenermi fortunata per essere una studentessa fuori sede che non vive più ogni giorno nei disagi (e sto facendo il confronto con Roma, posto tutt’altro che facile!). Dopo aver visto Pescara in ginocchio per la pioggia, cosa a mio parere inaccettabile, per la neve, con strade principali che non venivano minimamente toccate, per i Piani Urbani del Traffico e della Mobilità, che portano solo alla disperazione, continuo a vederla umiliata dall’inciviltà e dall’illegalità. La questione Sicurezza sembra non interessare molto, anzi vede un silenzio generale anche davanti a negozi che chiudono, stanchi di subire rapine impunite. Piuttosto si scelgono il colore e la fantasia per la pavimentazione delle vie pedonali in centro. Quelle vie in cui ci sono negozi accusati di riciclaggio che chiudono, ma momentaneamente, perché loro sanno come salvarsi. Allora via alle barbarie, tanto non c’è rispetto né valore, economico o affettivo. Nell’arco di 3 settimane mi sono state rubate tre biciclette, la prima non so in quale momento esatto, le ultime due insieme, in pieno giorno. Ma, nonostante dovremmo comunque indignarci anche di un episodio del genere a cui invece ci hanno “abituati” (sebbene sia pur sempre un furto, atto penalmente punibile), non è questo il fatto più grave. La vergogna ulteriore è che sia accaduto all’interno di un condominio con dei cancelli. Ecco l’anticamera dei più temuti (e taciuti) furti in casa. Cosa dovrei aspettarmi? Che la mia famiglia si ritrovi un delinquente sul pianerottolo? Che qualche incivile mi aspetti lungo le scale? Che qualcuno venga aggredito? Sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, che esiste non perché le leggi vengano studiate, ma applicate, e conseguentemente non so accettare la noncuranza e l’omertà che conseguono solitamente a questi fatti perché ritenuti “meno gravi”, l’arrendevolezza davanti ad un sistema che non funziona, una politica fatta di solo marketing e le regole create ad personam per dei capricci. Non possiamo puntare il dito contro nessuno? Va bene, ma chi sta al di sopra dovrebbe evitare il più possibile che certe cose accadano. Allagamenti, strade impraticabili, traffico insostenibile, mezzi pubblici inadeguati…e la delinquenza? Non tutti i reati si possono arginare purtroppo, per alcuni ci sono soluzioni palliative, ma a volte si possono prevenire o almeno attenuare. Qual è il comune denominatore della maggior parte dei delinquenti? L’ignoranza! Allora si arriva all’ennesima piaga, quella delle scuole che non hanno mezzi né economici né legali, che diventano succubi del sistema e di famiglie a loro volta prepotentemente ignoranti, e che a volte vengono attaccate dall’amministrazione stessa per attività culturali e formative “scomode” (avvenimenti a mio parere definibili di stampo mafioso). La nostra città si riempie di manifestazioni per combattere il degrado del nostro Stato, ma dovremmo partire da molto più vicino prima di tentare battaglie contro i “Grandi Potenti”. Non voglio lamentarmi per una bicicletta (anzi 3), a prescindere dal valore affettivo ed economico, ma DEVO parlare di quello che succede, DEVO oppormi all’irragionevole, non devo sopportare, come nessuno dovrebbe farlo! Il dovere di un cittadino non è solo quello di andare a votare, ma quello di vivere la propria città, non sopravviverci, quello di renderla vivibile e accettabile, di far valere i propri diritti e di alzare la voce perché sia possibile. L’indignazione per l’eliminazione dell’Educazione Civica dalle scuole è per questa ignoranza che ne consegue, perché ci sono persone che non conoscono la Costituzione, che non conoscono i loro doveri, i limiti che gli sono imposti e non sanno come far valere i propri diritti. In tutto ciò un’Amministrazione Comunale dovrebbe lavorare e lottare perché si possano raggiungere i migliori risultati in tutto, perché tutti sappiano, perché tutti possano avere un valore e una dignità e perché un cittadino possa essere fiero di risiedere in quella città.

Spero che questo “sfogo”, se così vogliamo definirlo, venga pubblicato, ma non per chissà quale gloria, piuttosto perchè venga letto e risvegli qualche coscienza, non politica, ma di tutti noi semplici cittadini che, come ho scritto, dovremmo poter vivere serenamente la nostra città, non sopravviverci.

G.