La Palette nuova #beauty

ImmagineSegnate una nuova data sulla vostra agenda! Il 26 novembre sarà in vendita su www.nevecosmetics.it   la nuova palette Arcobaleni Limited edition di Giuliana (Makeup Delight). Per chi la segue su YouTube e altri social network non è più una novità, ma è stata sicuramente una bella sorpresa! Una palette Neve (quindi come sempre senza parabeni, petrolati e altre schifezzuole simili) che racconta il suo percorso fino a qui.

ImmagineOgni colore infatti parte da un tema o un episodio particolare che la riguardano.

Giuliana, come direttrice artistica di questo progetto, si è occupata di tutti gli aspetti principali nella creazione della palette: dai colori, ai nomi, al packaging.

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Ho avuto modo di vedere gli swatch e sul sito MakeupDelight Giuliana stessa ha presentato ogni cialda (e sta anche creando dei look con ogni colore), e posso dire di avere già i miei preferiti! 😉 Sono: Tacco12, un marrone freddo con satinatura rosso bordeaux; Pacifico, duochrome grigio scuro con perlescenza verde mare e riflessi verde chiaro; Jet Lag, un rosa scuro aranciato con riflessi fucsia, e Trinacria, terra arancione intenso.

Sono molto contenta di questo prodotto, è un progetto entusiasmante che racchiude davvero una storia!

Vi lascio anche il video che Giuliana ha pubbllicato a riguardo sul suo canale YouTube perchè è stata, come sempre, molto originale anche in questo! 😉

http://www.youtube.com/watch?v=uKc3aXBOaO4

G.

Quando un cittadino si vergogna della propria città #life

ImmagineQuesta sera purtroppo non vado a dormire felice. La mia città, Pescara, per molti versi continua purtroppo a deludermi e soprattutto lo fa il silenzio che la circonda, dentro cui muoiono fatti gravi. Questa volta ho voluto scrivere alla redazione de Il Centro, quotidiano abruzzese, per parlare della mia indignazione e vi dico qui cosa gli ho mandato…

Ho sempre trovato difetti nella mia città e mi sono sempre conseguentemente definita esagerata nel farlo, ma oggi mi trovo oramai a ritenermi fortunata per essere una studentessa fuori sede che non vive più ogni giorno nei disagi (e sto facendo il confronto con Roma, posto tutt’altro che facile!). Dopo aver visto Pescara in ginocchio per la pioggia, cosa a mio parere inaccettabile, per la neve, con strade principali che non venivano minimamente toccate, per i Piani Urbani del Traffico e della Mobilità, che portano solo alla disperazione, continuo a vederla umiliata dall’inciviltà e dall’illegalità. La questione Sicurezza sembra non interessare molto, anzi vede un silenzio generale anche davanti a negozi che chiudono, stanchi di subire rapine impunite. Piuttosto si scelgono il colore e la fantasia per la pavimentazione delle vie pedonali in centro. Quelle vie in cui ci sono negozi accusati di riciclaggio che chiudono, ma momentaneamente, perché loro sanno come salvarsi. Allora via alle barbarie, tanto non c’è rispetto né valore, economico o affettivo. Nell’arco di 3 settimane mi sono state rubate tre biciclette, la prima non so in quale momento esatto, le ultime due insieme, in pieno giorno. Ma, nonostante dovremmo comunque indignarci anche di un episodio del genere a cui invece ci hanno “abituati” (sebbene sia pur sempre un furto, atto penalmente punibile), non è questo il fatto più grave. La vergogna ulteriore è che sia accaduto all’interno di un condominio con dei cancelli. Ecco l’anticamera dei più temuti (e taciuti) furti in casa. Cosa dovrei aspettarmi? Che la mia famiglia si ritrovi un delinquente sul pianerottolo? Che qualche incivile mi aspetti lungo le scale? Che qualcuno venga aggredito? Sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, che esiste non perché le leggi vengano studiate, ma applicate, e conseguentemente non so accettare la noncuranza e l’omertà che conseguono solitamente a questi fatti perché ritenuti “meno gravi”, l’arrendevolezza davanti ad un sistema che non funziona, una politica fatta di solo marketing e le regole create ad personam per dei capricci. Non possiamo puntare il dito contro nessuno? Va bene, ma chi sta al di sopra dovrebbe evitare il più possibile che certe cose accadano. Allagamenti, strade impraticabili, traffico insostenibile, mezzi pubblici inadeguati…e la delinquenza? Non tutti i reati si possono arginare purtroppo, per alcuni ci sono soluzioni palliative, ma a volte si possono prevenire o almeno attenuare. Qual è il comune denominatore della maggior parte dei delinquenti? L’ignoranza! Allora si arriva all’ennesima piaga, quella delle scuole che non hanno mezzi né economici né legali, che diventano succubi del sistema e di famiglie a loro volta prepotentemente ignoranti, e che a volte vengono attaccate dall’amministrazione stessa per attività culturali e formative “scomode” (avvenimenti a mio parere definibili di stampo mafioso). La nostra città si riempie di manifestazioni per combattere il degrado del nostro Stato, ma dovremmo partire da molto più vicino prima di tentare battaglie contro i “Grandi Potenti”. Non voglio lamentarmi per una bicicletta (anzi 3), a prescindere dal valore affettivo ed economico, ma DEVO parlare di quello che succede, DEVO oppormi all’irragionevole, non devo sopportare, come nessuno dovrebbe farlo! Il dovere di un cittadino non è solo quello di andare a votare, ma quello di vivere la propria città, non sopravviverci, quello di renderla vivibile e accettabile, di far valere i propri diritti e di alzare la voce perché sia possibile. L’indignazione per l’eliminazione dell’Educazione Civica dalle scuole è per questa ignoranza che ne consegue, perché ci sono persone che non conoscono la Costituzione, che non conoscono i loro doveri, i limiti che gli sono imposti e non sanno come far valere i propri diritti. In tutto ciò un’Amministrazione Comunale dovrebbe lavorare e lottare perché si possano raggiungere i migliori risultati in tutto, perché tutti sappiano, perché tutti possano avere un valore e una dignità e perché un cittadino possa essere fiero di risiedere in quella città.

Spero che questo “sfogo”, se così vogliamo definirlo, venga pubblicato, ma non per chissà quale gloria, piuttosto perchè venga letto e risvegli qualche coscienza, non politica, ma di tutti noi semplici cittadini che, come ho scritto, dovremmo poter vivere serenamente la nostra città, non sopravviverci.

G.

Come (non) funziona l’università? #life

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Benvenuti a chi si sta avventurando per la prima volta in questi mesi e a chi dopo anni ancora annaspa (ragionevolmente). È un mare di guai e un campo di battaglia, ogni università con i suoi problemi e i suoi pregi, ma cosa funziona e cosa no? È impossibile, credo, strutturare un “manuale di sopravvivenza” perché è come la normativa, perennemente incompleta e, aggiungerei, inadeguata (chi ha indovinato quale facoltà frequento?eheheh), ma ho avuto modo di analizzare qualche piccola grande pecca e ragionare su qualche (blanda) soluzione. Ma procediamo per aneddoti. Seminario di diritto penale 1, terzo anno: una giovane assistente nella prima metà della lezione…fa un dettato! Non ha spiegato assolutamente nulla, aveva dei fogli a cui buttava un occhio ogni tanto e non conosceva nemmeno il nostro percorso di studi (no tesoro, noi al primo semestre del terzo anno non ancora lo abbiamo fatto amministrativo!). Questo mi ha fatto tornare alla mente un mio “vecchio” pensiero: studiare a memoria, anzi a pappagallo, non dovrebbe permettere di accedere a un voto come 30 o addirittura 30 e lode. Ne escono tante macchinette a cui, nel caso di giurisprudenza, se chiedi cosa significa “ex art.”, non ti sanno rispondere nella maggior parte dei casi, perché nella loro memoria non c’è un testo con la definizione imparata magistralmente a pappagallo. Quindi, consiglio numero 1: capite! È il primo e unico vero modo per imparare davvero.
Altro episodio. Convegno (molto bello e interessante di cui vi parlerò presto in un post dedicato!), parla il mio ex professore di Filosofia del Diritto (materia odiata dal 90% degli studenti nella mia università….anche per il suddetto professore!): ora, al terzo anno, con una consapevolezza ulteriore di determinate materie e indiscutibilmente una maturità maggiore, l’ho ascoltato in maniera diversa rispetto a 2 anni fa. Ci sono materie che sono collocate negli anni in modo alquanto discutibile, che hanno bisogno di una conoscenza più ampia e delle basi più solide per essere propriamente affrontate ma soprattutto apprezzate. Ergo, consiglio numero 2: anche se a volte può sembrare l’unica via possibile per uscirne vivi, non vi limitate alle righe che leggete, cercate di ritrovare le basi del discorso che state seguendo, cercate anche i significati delle parole se “non vi tornano i conti”, leggete quelle odiatissime note, perché a volte nascondono un mondo!
Queste sono solo 2 cose che mi sono venute in mente in questi giorni ma affrontare questo universo (perché sembra davvero infinito) è una prova di vita, non c’è solo lo studio, ci sono tante piccole cose: imparare a prendere appunti nel migliore dei modi, gestire il tempo, capire quanto sia utile seguire una lezione e scegliere se impiegare meglio quelle ore magari studiando (se la frequenza non è obbligatoria ovviamente), prendere contatti e cercare di coltivare in questo ambiente le proprie passioni…l’università non è quello che si crede, è il vostro “primo” lavoro.
E voi come affrontate questa corsa ad ostacoli?

G.

Diritto alla vita #life

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La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…” esordisce così l’art. 2 della Nostra Costituzione, non specificando alcuna cittadinanza o altro carattere particolare, ma riferendosi semplicemente a ogni essere umano. Partiamo dal nostro Paese per parlare di una piaga sociale, che non tutti hanno ancora il coraggio di definire tale. Lo scorso 3 ottobre a Lampedusa (in acque italiane, ricordiamo) hanno perso la vita più di 300 persone, vittime di un naufragio, ma prima ancora della barbarie degli ormai noti “mercanti della morte”: trafficanti di vite che continuano ad agire indisturbati, sfruttando paure, speranze, sogni, ignoranza e falsi miti. L’Italia si è trovata, come di consueto, spaccata in due, tra persone segnate dalla tragedia e chi ha pensato bene di strumentalizzarla per un “nuovo” scontro politico. Gli attacchi rimbalzano da una parte all’altra come in una partita di pingpong, spaziando dal razzismo alla lascivia, da un estremismo all’altro. Ognuno rimanda responsabilità per nascondere o evitare le proprie e tutti cercano soluzioni a “danni” che reputano provocati da chi è al loro opposto. Così ci si è rivolti nuovamente all’Unione Europea, la quale dovrebbe sicuramente stabilire provvedimenti unitari per essere tale, ma dalla quale dovremmo prendere una prima ispirazione tra tutte (uscendo un po’ dal nostro Paese): “Ogni individuo ha diritto alla vita”. Ecco uno dei diritti inviolabili di cui, tornando da noi, parla la nostra Costituzione, esplicitato chiaramente dall’articolo 2 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Eppure le uniche discussioni, nonostante un avvenimento così grave e tragico, riguardano in fondo sempre e solo la permanenza di questi immigrati nel nostro Paese, l’illiceità di ciò e tutti i rapporti futuri. Quando per arginare un fenomeno tanto grande bisognerebbe partire dalle fondamenta, dal rispetto reciproco dell’essere umano. In tutti questi giorni i soccorritori hanno parlato con grande umanità di ciò che è accaduto, mentre i potenti continuano a discutere di un futuro che quelle 300 e più persone non potranno avere. Talvolta bisognerebbe posare lo sguardo sul principio di tutto e sui princìpi, cosa ci muove e cosa dobbiamo tenere a mente prima di qualsiasi altra cosa, e considerare magari di avere una posizione forte nel mondo perché non ci sia più nemmeno bisogno di legiferare sull’immigrazione clandestina, perché nessun altro possa trovare la morte in una speranza.

G.

We MUST have… #trend

Quando ti lanciano una sfida, come puoi non accettarla? Soprattutto se si tratta di scrivere e di essere creativi! 😉 Insomma, il tema di oggi viene da Grazia.it (per il nuovo contest di Blogger we want you!) e parliamo dei tre hot trends per questo Autunno/Inverno. Iniziamo a pensare a tre cose che facciamo necessariamente tutti i giorni: verstirsi….mangiare…socializzare. Quindi ecco quello che ci serve per farlo al meglio nei prossimi mesi!

ImmagineOk, in effetti non fanno proprio parte dell’abbigliamento ma…uscireste senza scarpe? eheheheh Oramai ne avrete visti di tutti i modelli possibili e immaginabili (e in un post ve ne ho parlato proprio pochi giorni fa, proponendovi alcuni outfit con cui abbinarli), ma è innegabile quanto siano diventati “indispensabili” negli ultimi tempi. E’ un articolo che la moda ha rivalutato e forse anche un pò stravolto (insieme a tanti altri dettagli del genere come la pelle nera o le borchie), prima completavano look alternativi e aggressivi, simbolo di un carattere molto forte e a volte addirittura ribelle, ora li ritroviamo impreziositi da piccole pietre luminose ben lontane da uno spirito “metal”. Il risultato? Una delle calzature più versatili mai esistite (nel post che ho citato poco sopra capirete meglio il perchè!).

ImmagineIl locale più in voga del momento è….(rullo di tamburi)….ogni Bakery di qualsiasi città! E come dare torto a questa opinione comune? Siamo sempre in cerca di quello che troviamo nei nostri viaggi all’estero e non abbiamo nel nostro Paese, quindi se abbiamo un pò di America a portata di mano dobbiamo approfittarne. La tipologia è abbastanza stereotipata, tanti colori e infinita dolcezza, ma devo effettivamente ancora trovare un posto che mi trasmetta più calore di una Bakery (sarà per le millemila calorie che ti offrono?). Le soluzioni proposte poi sono diventate molteplici e richiedono l’orario continuato, partendo dalla colazione all’after-dinner, ma i due pasti fondamentali da fare in uno di questi piccoli regni magici sono la colazione e la merenda! Tazze fumanti di cioccolata calda, cappuccino, caffè americano…giganti (letteralmente!) fette di Red Velvet Cake, Devils’ Cake, Carrot Cake….colorati e dolcissimi Cupcake dai gusti più impensabili…frappè, pancakes, whoopie pies…(ora ho decisamente fame!).

ImmagineBene e ora…condividete! Il “nuovo” network più social degli ultimi anni: Instagram. Dal 2010 ad oggi conta più di 150 milioni di utenti attivi al mese. Un’applicazione che ha connesso il mondo intero, le istantanee più famose al mondo. Si perchè magari tra le nuove generazioni alcuni non sanno cosa fosse una Polaroid (a cui l’applicazione stessa è ispirata), ma evidentemente ne apprezzano la versione “digitale”. Ultimamente sono nate anche le comunità di #igers per diverse regioni e città, ottimo veicolo di iniziative e contest che rendono ancora più attiva e partecipativa la “condivisione”. Così come gli hashtag sono entrati a far parte del nostro uso comune, anche come efficace mezzo pubblicitario per le più grandi aziende.

Insomma, condividete il vostro Autunno/Inverno con i vostri outfit e le vostre coccole “mangerecce” piene di calore e dolcezza 😉 #myFW

G.