Il Disney Store…online!!! #shopping
Ecco, insomma non dovrò più andare necessariamente lungo il Corso per fare acquisti!! Allora…ordiniamo! Per chi non lo sapesse ancora, ha aperto lo store online della Disney, una cosa abbastanza figa direi, ma non l’unica! Inutile che vi elenchi le varie prerogative del sito, sconti particolari o altro…molto probabilmente gli avete già dato un’occhiata e magari fatto anche acquisti 😉 (molto bene!!!!eheheheh) Sapete qual è la novità davvero super? Poter personalizzare alcuni articoli. Farlo per alcuni è anche gratuito, per altri viene 5€. Ma pensate…avere quelle cosine bellissime con il nostro nome….cioè volevo dire, fare dei regali così carini e personali (ihihihih).

In più credo che questa collezione natalizia sia davvero troppo bella! Qui sopra ci sono le due cose che preferisco: la palla di neve da personalizzare e il servizio da aperitivo (o antipasto…o quel che volete)…dolcissimi!!!!
Voi avete già adocchiato qualcosa? Ricordate che, come è scritto nel banner che vi ho messo all’inizio del post, avete tempo fino al 16 dicembre per ordinare i vostri regali e riceverli in tempo per metterli sotto l’albero! 😉
G.
La Palette nuova #beauty
Segnate una nuova data sulla vostra agenda! Il 26 novembre sarà in vendita su www.nevecosmetics.it la nuova palette Arcobaleni Limited edition di Giuliana (Makeup Delight). Per chi la segue su YouTube e altri social network non è più una novità, ma è stata sicuramente una bella sorpresa! Una palette Neve (quindi come sempre senza parabeni, petrolati e altre schifezzuole simili) che racconta il suo percorso fino a qui.
Ogni colore infatti parte da un tema o un episodio particolare che la riguardano.
Giuliana, come direttrice artistica di questo progetto, si è occupata di tutti gli aspetti principali nella creazione della palette: dai colori, ai nomi, al packaging.
Ho avuto modo di vedere gli swatch e sul sito MakeupDelight Giuliana stessa ha presentato ogni cialda (e sta anche creando dei look con ogni colore), e posso dire di avere già i miei preferiti! 😉 Sono: Tacco12, un marrone freddo con satinatura rosso bordeaux; Pacifico, duochrome grigio scuro con perlescenza verde mare e riflessi verde chiaro; Jet Lag, un rosa scuro aranciato con riflessi fucsia, e Trinacria, terra arancione intenso.
Sono molto contenta di questo prodotto, è un progetto entusiasmante che racchiude davvero una storia!
Vi lascio anche il video che Giuliana ha pubbllicato a riguardo sul suo canale YouTube perchè è stata, come sempre, molto originale anche in questo! 😉
http://www.youtube.com/watch?v=uKc3aXBOaO4
G.
Quando un cittadino si vergogna della propria città #life
Questa sera purtroppo non vado a dormire felice. La mia città, Pescara, per molti versi continua purtroppo a deludermi e soprattutto lo fa il silenzio che la circonda, dentro cui muoiono fatti gravi. Questa volta ho voluto scrivere alla redazione de Il Centro, quotidiano abruzzese, per parlare della mia indignazione e vi dico qui cosa gli ho mandato…
Ho sempre trovato difetti nella mia città e mi sono sempre conseguentemente definita esagerata nel farlo, ma oggi mi trovo oramai a ritenermi fortunata per essere una studentessa fuori sede che non vive più ogni giorno nei disagi (e sto facendo il confronto con Roma, posto tutt’altro che facile!). Dopo aver visto Pescara in ginocchio per la pioggia, cosa a mio parere inaccettabile, per la neve, con strade principali che non venivano minimamente toccate, per i Piani Urbani del Traffico e della Mobilità, che portano solo alla disperazione, continuo a vederla umiliata dall’inciviltà e dall’illegalità. La questione Sicurezza sembra non interessare molto, anzi vede un silenzio generale anche davanti a negozi che chiudono, stanchi di subire rapine impunite. Piuttosto si scelgono il colore e la fantasia per la pavimentazione delle vie pedonali in centro. Quelle vie in cui ci sono negozi accusati di riciclaggio che chiudono, ma momentaneamente, perché loro sanno come salvarsi. Allora via alle barbarie, tanto non c’è rispetto né valore, economico o affettivo. Nell’arco di 3 settimane mi sono state rubate tre biciclette, la prima non so in quale momento esatto, le ultime due insieme, in pieno giorno. Ma, nonostante dovremmo comunque indignarci anche di un episodio del genere a cui invece ci hanno “abituati” (sebbene sia pur sempre un furto, atto penalmente punibile), non è questo il fatto più grave. La vergogna ulteriore è che sia accaduto all’interno di un condominio con dei cancelli. Ecco l’anticamera dei più temuti (e taciuti) furti in casa. Cosa dovrei aspettarmi? Che la mia famiglia si ritrovi un delinquente sul pianerottolo? Che qualche incivile mi aspetti lungo le scale? Che qualcuno venga aggredito? Sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, che esiste non perché le leggi vengano studiate, ma applicate, e conseguentemente non so accettare la noncuranza e l’omertà che conseguono solitamente a questi fatti perché ritenuti “meno gravi”, l’arrendevolezza davanti ad un sistema che non funziona, una politica fatta di solo marketing e le regole create ad personam per dei capricci. Non possiamo puntare il dito contro nessuno? Va bene, ma chi sta al di sopra dovrebbe evitare il più possibile che certe cose accadano. Allagamenti, strade impraticabili, traffico insostenibile, mezzi pubblici inadeguati…e la delinquenza? Non tutti i reati si possono arginare purtroppo, per alcuni ci sono soluzioni palliative, ma a volte si possono prevenire o almeno attenuare. Qual è il comune denominatore della maggior parte dei delinquenti? L’ignoranza! Allora si arriva all’ennesima piaga, quella delle scuole che non hanno mezzi né economici né legali, che diventano succubi del sistema e di famiglie a loro volta prepotentemente ignoranti, e che a volte vengono attaccate dall’amministrazione stessa per attività culturali e formative “scomode” (avvenimenti a mio parere definibili di stampo mafioso). La nostra città si riempie di manifestazioni per combattere il degrado del nostro Stato, ma dovremmo partire da molto più vicino prima di tentare battaglie contro i “Grandi Potenti”. Non voglio lamentarmi per una bicicletta (anzi 3), a prescindere dal valore affettivo ed economico, ma DEVO parlare di quello che succede, DEVO oppormi all’irragionevole, non devo sopportare, come nessuno dovrebbe farlo! Il dovere di un cittadino non è solo quello di andare a votare, ma quello di vivere la propria città, non sopravviverci, quello di renderla vivibile e accettabile, di far valere i propri diritti e di alzare la voce perché sia possibile. L’indignazione per l’eliminazione dell’Educazione Civica dalle scuole è per questa ignoranza che ne consegue, perché ci sono persone che non conoscono la Costituzione, che non conoscono i loro doveri, i limiti che gli sono imposti e non sanno come far valere i propri diritti. In tutto ciò un’Amministrazione Comunale dovrebbe lavorare e lottare perché si possano raggiungere i migliori risultati in tutto, perché tutti sappiano, perché tutti possano avere un valore e una dignità e perché un cittadino possa essere fiero di risiedere in quella città.
Spero che questo “sfogo”, se così vogliamo definirlo, venga pubblicato, ma non per chissà quale gloria, piuttosto perchè venga letto e risvegli qualche coscienza, non politica, ma di tutti noi semplici cittadini che, come ho scritto, dovremmo poter vivere serenamente la nostra città, non sopravviverci.
G.
Come (non) funziona l’università? #life
Benvenuti a chi si sta avventurando per la prima volta in questi mesi e a chi dopo anni ancora annaspa (ragionevolmente). È un mare di guai e un campo di battaglia, ogni università con i suoi problemi e i suoi pregi, ma cosa funziona e cosa no? È impossibile, credo, strutturare un “manuale di sopravvivenza” perché è come la normativa, perennemente incompleta e, aggiungerei, inadeguata (chi ha indovinato quale facoltà frequento?eheheh), ma ho avuto modo di analizzare qualche piccola grande pecca e ragionare su qualche (blanda) soluzione. Ma procediamo per aneddoti. Seminario di diritto penale 1, terzo anno: una giovane assistente nella prima metà della lezione…fa un dettato! Non ha spiegato assolutamente nulla, aveva dei fogli a cui buttava un occhio ogni tanto e non conosceva nemmeno il nostro percorso di studi (no tesoro, noi al primo semestre del terzo anno non ancora lo abbiamo fatto amministrativo!). Questo mi ha fatto tornare alla mente un mio “vecchio” pensiero: studiare a memoria, anzi a pappagallo, non dovrebbe permettere di accedere a un voto come 30 o addirittura 30 e lode. Ne escono tante macchinette a cui, nel caso di giurisprudenza, se chiedi cosa significa “ex art.”, non ti sanno rispondere nella maggior parte dei casi, perché nella loro memoria non c’è un testo con la definizione imparata magistralmente a pappagallo. Quindi, consiglio numero 1: capite! È il primo e unico vero modo per imparare davvero.
Altro episodio. Convegno (molto bello e interessante di cui vi parlerò presto in un post dedicato!), parla il mio ex professore di Filosofia del Diritto (materia odiata dal 90% degli studenti nella mia università….anche per il suddetto professore!): ora, al terzo anno, con una consapevolezza ulteriore di determinate materie e indiscutibilmente una maturità maggiore, l’ho ascoltato in maniera diversa rispetto a 2 anni fa. Ci sono materie che sono collocate negli anni in modo alquanto discutibile, che hanno bisogno di una conoscenza più ampia e delle basi più solide per essere propriamente affrontate ma soprattutto apprezzate. Ergo, consiglio numero 2: anche se a volte può sembrare l’unica via possibile per uscirne vivi, non vi limitate alle righe che leggete, cercate di ritrovare le basi del discorso che state seguendo, cercate anche i significati delle parole se “non vi tornano i conti”, leggete quelle odiatissime note, perché a volte nascondono un mondo!
Queste sono solo 2 cose che mi sono venute in mente in questi giorni ma affrontare questo universo (perché sembra davvero infinito) è una prova di vita, non c’è solo lo studio, ci sono tante piccole cose: imparare a prendere appunti nel migliore dei modi, gestire il tempo, capire quanto sia utile seguire una lezione e scegliere se impiegare meglio quelle ore magari studiando (se la frequenza non è obbligatoria ovviamente), prendere contatti e cercare di coltivare in questo ambiente le proprie passioni…l’università non è quello che si crede, è il vostro “primo” lavoro.
E voi come affrontate questa corsa ad ostacoli?
G.






