Striscia la Notizia anticipa la finale di Masterchef #nospoiler #ilfatto

1387415551_masterchef-foto

Aspettavo con ansia la fine di Masterchef Italia per scrivere il mio solito articolo e invece eccomi in anticipo. Si perché, per chi non lo sapesse, qualcuno ha urlato a gran voce “Ve lo diciamo noi chi ha vinto!”, come l’amico rompi uova che mentre guardi un film dice “Vabè, tanto poi muore/si sposano/…”. (Però nel resto dell’articolo io non ve la dico lo stesso la classifica)

Questa volta è stata Striscia la Notizia a sollevare il gran polverone, ma procediamo per gradi. Qualche giorno fa il TG satirico annuncia che nella puntata del 3 marzo, a due giorni dalla messa in onda della finale di Masterchef, ne avrebbe svelato il vincitore. E da lì tuoni fulmini e saette. Cracco e Barbieri si sono animosamente espressi a riguardo anche su Twitter inneggiando al rispetto per i telespettatori e per chi lavora al programma. Ma, a proposito di cinguettii, se proprio vogliamo dirla tutta, una volta arrivato il fatidico momento dell’annuncio (un po’ per la serie “Qualcuno ha detto qualcosa? Stiamo facendo un servizio come un altro”) si è scoperto che era uno specchio per le allodole. Infatti in realtà il servizio voleva mettere in luce un altro fatto (che se fosse vero sarebbe effettivamente grave) ma che, senza l’annuncio dello spoiler, alla fine non avrebbe avuto lo stesso risalto. Arma un po’ a doppio taglio perché la vera notizia protagonista è stata si sentita da tutti, ma facilmente insabbiata dallo sdegno generale sul presunto spoiler. Dico presunto proprio per questo, la classifica annunciata durante Striscia è stata presentata come prova di credibilità della fonte della notizia (in realtà protagonista), ma Striscia non ha mai avuto bisogno di “spifferate” tanto vicine ai soggetti in questione. La notizia comunque riguarda l’ipotesi che Niccolò in realtà, prima di partecipare al programma, avesse già lavorato per più di un anno nelle cucine di Sadler, noto chef italiano che nel frattempo ha già velocemente smentito il tutto. Questo sarebbe palesemente contro le regole del programma, che specificano imprescindibilmente che ogni concorrente deve essere un cuoco amatoriale e non può aver lavorato per più di 6 mesi in nessun modo in una cucina professionale.

Insomma, a guardare bene il tutto da fuori, sembra una cosa ben costruita, piuttosto che un servizio per “svelare la verità ai poveri telespettatori ingannati dallo show business”. Sicuramente c’è anche da considerare il fatto che se la classifica svelata non dovesse essere quella effettiva, forse perderebbe di credibilità anche il resto del servizio, ma non è detto, Striscia ha messo la sua “pulce nell’orecchio” e ha fatto abbastanza centro, ma sicuramente non è stata più limpida e corretta degli altri, infatti il comportamento non è stato, a prescindere, dei migliori. Ha usato un po’ quelli che di solito si definiscono “mezzucci”. Il colpo basso questa volta è toccato anche ai telespettatori, ne è valsa la pena?

G.

Una notte (gratis) al B&B #B&Bday

BB-DAY-2015

Anche quest’anno torna la Giornata Nazionale del B&B, ideata da www.bed-and-breakfast.it, questa volta per la Festa della Donna. Migliaia di bed and breakfast in tutta Italia offriranno gratis la notte del 7 marzo a quanti prenoteranno un weekend, di due o più giorni. Quindi pagando anche solo una notte, precedente o successiva a quella del 7 marzo, potrete godervi un giorno in più di vacanza!

Sul sito www.bbday.it potete ancora scegliere tra le tantissime destinazioni, il B&B aderente che preferite e approfittarne per regalarvi dei giorni di relax, risparmiando ancora di più!

Avete mai approfittato di quest’offerta nelle edizioni precedenti? Dove volete andare questa volta?

G.

La mia Acqua Micellare #bioderma #review

Bioderma-2

Poco tempo fa vi avevo parlato (qui) di una serie di scelte che ho deciso di fare sia in ambito alimentare che cosmetico e avevo accennato anche al fatto che stessi cambiando struccante. In poche parole, riassumendo la questione per quanto riguarda la cosmesi, due cose mi hanno spinta a iniziare a leggere gli INCI: aver imparato i termini che equivalgono a “Silicone” per evitarlo e capire perché un’acqua micellare iniziava a farmi diventare a chiazze rosse come la Pimpa. L’acqua micellare in questione era quella di Kiko che utilizzavo già da tempo, esattamente dalla prima volta che uscì sul mercato. Inizialmente mi sono trovata molto bene e non ho avuto problemi, ma dopo un po’ di tempo che utilizzavo una nuova confezione (acquistata tempo dopo e quindi forse con formulazione diversa) ho iniziato ad avere delle reazioni. Leggendo l’INCI ho trovato gli allergeni che probabilmente scatenavano il tutto: un bel po’ di profumi. Volendo continuare ad usare però un’acqua micellare (che preferisco a qualsiasi prodotto oleoso) ho deciso di provare la famigerata Bioderma, nello specifico la Sensibio H2O. L’INCI non è sicuramente bio (ma chi ha letto il post di cui vi ho accennato qui sopra, saprà che non è quello che cerco, sono solo più attenta e oculata nelle scelte) ma non ha profumo, parabeni, alcool né sapone, il che la rende perfettamente tollerabile dalla mia pelle.

Ho la confezione da 500ml da circa un anno e pur usandola tutti i giorni non è ancora del tutto terminata.

Ha un buon potere struccante e non ho mai avuto necessità di strofinare insistentemente. Diciamo che c’è un piccolo segreto (che è dopotutto quello per un buon utilizzo di tutte le acque micellari): dovendo le micelle “attirare” a sè il trucco, basta semplicemente appoggiare il dischetto imbevuto sull’occhio qualche secondo, poi massaggiare e si rimuoverà facilmente.

In media per un trucco abbastanza semplice (mascara, matita, eyeliner, ombretti chiari e blush) mi basta anche un solo dischetto (se uso anche fondotinta e rossetto preferisco fare una seconda passata per essere più sicura, perché poi non pulisco sempre anche con altri detergenti).

L’unica pecca che posso trovare è il prezzo, ma considerando la durata e la validità del prodotto, €17 circa (in base alle offerte che vanno dai €16 ai €18,90) per 500ml sono più che accettabili.

Voi l’avete provata? Qual è il vostro struccante preferito?

G.

Corsa all’ultimo saldo #review #kiko

10604415_10152623748660270_2801699140716918448_o

Oggi vi parlo velocemente di una scoperta di questo periodo, velocemente soprattutto perché sono gli ultimi giorni per reperirli! Si tratta dei Color-Up Longlasting Eyeshadows di Kiko che, facendo parte di un’edizione limitata, stanno per finire. Inizialmente ho preso solo il numero 10, ma ora, essendo ulteriormente sceso il prezzo a 3€, ho preso anche la 29 che mi era piaciuta sin dall’inizio! (Spero in realtà in un colpo di fortuna per trovare ancora anche la 20 e completare così le mie colorazioni preferite) Sono delle matite ombretto a lunga tenuta…lunghissima direi! Il numero 10 l’ho iniziato ad usare praticamente tutti i giorni, lo metto velocemente su tutta la palpebra mobile ed è fatta, senza neanche bisogno di fissarla con un ombretto in polvere. A fine giornata l’ombretto è come appena messo, non va nelle pieghe, non si opacizza e non perde colore. In molti però hanno riscontrato la grossa difficoltà, se non impossibilità, nello sfumarla: effettivamente, per quanto sia morbida ed estremamente confortevole da applicare, in pochi secondi si fissa alla palpebra senza altra soluzione, il che non è problematico con un colore chiaro come il 10, ma può sicuramente diventarlo per colori più intensi. Nonostante ciò, io riesco anche a fare più passate senza che il colore crei macchie o renda meno efficace la tenuta. L’unico “neo” che posso trovargli sotto questo aspetto è che sopra non riesco poi ad applicarvi la matita nera se non una molto morbida o l’eyeliner, il che per la questione velocità è sicuramente un punto in meno.

Insomma, il mio voto nel complesso è un bel 10 perché rispecchia esattamente tutte le caratteristiche che cerco in un prodotto del genere, che possa essere una buona base per un trucco più complesso (in quel caso sfumerei sopra altri ombretti in polvere) oppure il protagonista per un trucco semplice, veloce ma d’effetto. In più, il prezzo al quale si trova ora, è sicuramente ottimo per il prodotto che è!

Qualcun’altra li ha provati? Gli avete perdonato anche voi l’asciugatura così rapida, per la tenuta che hanno?

G.

Un hashtag per pubblicità #selvaggianonmentire #web #ilfatto

blog_MS_postit

A volte ci sono delle discussioni che ci toccano da vicino e vorremmo dire la nostra, ma serve guardare prima un po’ di fatti. In questo caso faccio anche una premessa, tipo avvertenze per i medicinali: nessuno è detentore della verità assoluta (nemmeno io!).

Detto ciò, in quanto utente ma anche attrice in prima persona proprio qui, vi parlo del web. Bè, grande argomento insomma, brava! Originale! Se poi vi parlo della questione dalla quale parto…..vi faccio qualche nome: Francesco Sole, Francesco Facchinetti, Selvaggia Lucarelli, Claudio Di Biagio…e al momento chi più ne ha, più ne metta! Parte tutto da un nuovo esaltante, entusiasmante, ricco, fantasmagorico, innovativo, di altissima levatura sociocultuletteraria (?), impressionante LIBRO! Un libro (parola che non posso ahimè neanche virgolettare visto che è effettivamente un insieme di pagine stampate rilegate…) che ha un calendario di presentazioni che a momenti nemmeno il World Tour della Pausini….così Gabriele Dotti arriva nelle librerie con una raccolta dei suoi post-it. Non vi aspettate insomma nessuna storia, capitoli, personaggi. A parte lui. Si perché la cosa che più si critica in questo momento non è nemmeno il libro in sé (figurarsi, oramai scrivono tutti, non togliamo questa libertà a nessuno, l’importante è essere ancora liberi di scegliere se comprarli o no…), ma il fatto che questo improvviso successo “chiaro, limpido, frutto di pomeriggi a montare video” (20 in due anni…) sia fatto passare per un normale corso degli eventi. Qualche dubbio ci viene, sembra un po’ più qualcosa di costruito, programmato….(ah, comunque il Gabriele Dotti che ho citato prima, è il reale nome di Francesco Sole).

Su internet spopola l’hashtag #selvaggianonmentire e la Lucarelli ci “inzuppa il pane” come si suol dire, perché alla fine è diventata una doppia pubblicità. Come darle torto? Sono usciti articoli a riguardo ovunque, uno dietro l’altro. Claudio Di Biagio (NonApriteQuestoTubo) si augura che il web non diventi come la televisione e viceversa. Eppure la chiarezza non è sempre ben voluta sulla rete. Si, perché non tutti sono particolarmente “trasparenti”. Il “fenomeno” Sole in un anno si è sviluppato da un primo video che, in perfetto stile salmone norvegese, ha risalito la corrente dei milioni di video nuovi su YouTube ogni giorno per saltare all’occhio di (guarda caso) Facchinetti, che lo prende sotto la sua ala e in men che non si dica la giovane promessa, talento italiano per eccellenza, ce lo ritroviamo in più pubblicità e programmi di Belen. Il sistema non risulta particolarmente nitido. Però noi sappiamo che gran parte delle cose vanno così, quello che non va proprio giù è il non dirlo e anzi rincarare la dose e farlo passare per la rivelazione dell’anno. Sinceramente credo che le giovani promesse siano ben altre. Però tutto può essere, nessuno è detentore della verità assoluta, ergo passiamo oltre.

Tra i vari personaggi del web c’è chi, nel tempo, è diventato più o meno famoso, il punto è poter capire quanto “fidarsi” di quello che uno dice. (Ecco, io solitamente non mi fido di chi conosco personalmente, figuriamoci di qualcuno che vedo in video) Sono stati scritti fior di commenti su tutti e su tutto, ma siamo sicuri che, in questo sistema così poco chiaro e a volte quasi “malato”, il problema non siamo noi? Un po’ come l’hashtag #selvaggianonmentire, per contestare, la pubblicità è raddoppiata (…sembra quasi fatto apposta….). Sarà che questi schermi diventano la proiezione di un mondo reale contro cui vogliamo andare, di cose che non ci vanno bene. Ma forse la “rivoluzione” andrebbe fatta fuori, sono altre le cose da contestare. Se tutti prendessimo le cose per come sono, avremmo più energie per fare altro. Io ad esempio guardo i video mentre mangio, tanto per fare qualcosa. E se voglio leggere, scelgo ben altro. No?

G.