Una borsa, tante borse! #style

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Di certo non vi sto per presentare una novità assoluta, ma sicuramente è un accessorio singolare. Sto parlando delle Obag. Le definirei (non me ne vogliate) borse componibili. La FullSpot ha avuto un’ottima idea nel proporre una borsa così versatile. La scocca è in gomma, disponibile in 20 colori, lavabile con acqua e sapone, riesce ad accontentare i gusti e le esigenze più disparate. Il divertimento viene dopo, quando la si deve comporre. Sono disponibili vari rivestimenti interni, ma soprattutto manici e tracolle di tutti i tipi: in corda, pelle o ecopelle. Ma la mia parte preferita sono gli accessori per l’inverno, in lana, tessuto o pelliccia (anche eco). Gli abbinamenti sembrano infiniti e adattabili davvero a ogni situazione. 

Quando compriamo un accessorio, il più delle volte vogliamo che ci rappresenti, che sia il più personale possibile. Per una donna cosa ci può essere di meglio, se non scegliere la Sua borsa?

E voi ne avete già una? Come la personalizzereste? 😉

G.

Christmas is on the table #life #xmas

Avete deciso cosa cucinare in questi giorni? Avete deciso cosa indossare? Invece il tavolo come lo “agghindate”??? Sarà sicuramente tutto perfetto (o quasi eheheheh) e la tavola non può essere da meno. Io sono un pò patita per queste cose quindi ho fatto un giro e ho trovato delle proposte molto carine su Zara Home.

ImmagineIl primo è molto classico ed elegante e potrebbe essere tranquillamente riproposto anche a Capodanno (con invitati diversi ahahah). Il colore predominante è l’oro che arricchisce molto già da sè il tavolo, infatti la tovaglia decorata viene “alleggerita” dal runner centrale bianco che evita un’eccessiva confuzione di colori e da risalto a tutto il resto. Tutti e tre i bicchieri hanno il gambo lungo e sono diversi l’uno dall’altro (cosa che adoro). Il centrotavola è molto grande ma il contenuto (fiori, bacche, rami…) è più in alto rispetto alle stoviglie, quindi non crea confusione nè (troppo) intralcio. Altra cosa che mi piace moltissimo è la posizione dei tovaglioli, non piegati nel solito modo, ma inserito in parte in portatovaglioli simili a delle bacche, e posato sul bordo dei sottopiatti.

ImmagineQuesto è più informale e da giorno, lo vedo molto adatto per un pranzo il 26, o in qualsiasi altro giorno di questo periodo. La tovaglia è simpatica e vivace con stampe natalizie e un bel bordo rosso! I tovaglioli sono in coordinato con la tovaglia e questa volta piegati semplicemente, a destra del commensale. Il bicchiere è singolo (una coppa lavorata di vetro trasparente a stelo corto). Il sottopiatto è trasparente così che si veda la bella tovaglietta rossa intagliata. I centrotavola in questo caso sono due, molto meno impegnativi, ma a mio parere carinissimi. Sono dei cestini natalizi in feltro rosso pieni di piccoli fiori bianchi (mi sembrano mughetti, ma non ne sono sicurissima…), e ovviamente riutilizzabili in mille altri modi durante l’anno!!!

ImmagineQuesta proposta ha proprio tutta l’aria del pranzo di Natale. La tovaglia bianca con le stampe di tante Stelle di Natale, le posate color oro, la tovaglietta rotonda rossa (infatti anche in questo caso il sottopiatto è trasparente), i due classici bicchieri da acqua e da vino. I due dettagli vincenti sono il centrotavola, composto da una candela nel cestino di feltro contornato da una bella ghirlanda rossa, e i piccoli addobbi, molto natalizi, appesi allo schienale di ogni sedia. Un’idea molto simpatica e d’effetto.

ImmagineQuest’ultimo tavolo è molto ricco e ha tanti elementi che mi piacciono moltissimo. Innanzi tutto la tovaglia, completamente rossa. Questo rischierebbe anche questa volta, come nel primo caso, di appesantire troppo l’insieme e di mimetizzare tutto il resto. Per dare il giusto risalto a ogni elemento invece ci sono più runner, bianchi con il bordo rosso, posizionati perpendicolarmente alla tavola, da una seduta all’altra. Sui runner quindi ci sono delle tovagliette rosse carinissime a forma di fiocco di neve, il solito sottopiatto trasparente, e il tovagliolo sui piatti, i due bicchieri come sopra e una pigna segnaposto. I centrotavola in questo caso si trovano tra un runner e l’altro e sono dei portacandele molto simpatici pieni di pigne…per rimanere in tema 😉

Queste proposte mi sono piaciute tantissimo soprattutto perchè ognuna aveva qualche dettaglio simpatico e creativo! Voi come vestirete la vostra tavola???

G.

Lo Stato della follia #life

ImmagineLa follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere.

Franco Basaglia

Non ho mai particolarmente apprezzato i film-documentari, troppo noiosi in ogni loro aspetto, in ogni minuto. Questa volta devo suggerirvene uno. Lo Stato della follia è un pluripremiato film di Francesco Cordio nato dalla “collaborazione” con la Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale per documentare le disumane condizioni negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG). “In Italia esistono 6 OPG, comunemente chiamati manicomi criminali, all’interno vi sono rinchiuse circa 1500 persone.
Il racconto in prima persona di un attore, ex-internato in uno di questi ospedali, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi “dimenticati” anche dallo Stato […] Una commissione parlamentare d’inchiesta ha fatto luce sullo stato di abbandono, degrado e non cura degli internati e ha fatto approvare una legge che ne prevede la chiusura.” Le riprese portano in un mondo che sembra rimasto indietro anni luce, eppure è un terribile presente. Il ricovero in un OPG è una misura di sicurezza su cui si è più volte espressa la Corte Costituzionale, dichiarando a proposito incostituzionale la non applicazione di misure alternative ad esso, idonee ad “assicurare adeguate cure all’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità sociale“. Con l’art. 3-ter della legge 9/2012 si è arrivati invece a quella che sembra una svolta definitiva. In esso troviamo infatti le Disposizioni per il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, che ne prevede la chiusura per il 1°aprile 2014 (salvo ulteriori proroghe). Ciò in realtà “sposta” le misure di sicurezza nelle strutture sanitarie locali prevedendo determinati criteri, quali: l’esclusiva gestione sanitaria all’interno delle strutture, un’attività perimetrale di sicurezza e vigilanza esterna, e la destinazione di tali strutture ai soggetti provenienti dal territorio della stessa. Non dovrebbero essere queste delle condizioni considerate già in partenza dalla nascita di questi OPG? Il film porta alla luce il più terribile degrado, additato anche dall’Unione Europea, alla quale l’Italia ha dovuto spiegazioni (orientate su un’assurda lacunosità del nostro ordinamento). Alcune persone non hanno i requisiti necessari per essere internate, altre scontano una pena di trent’anni prima sulla base di referti spariti, altre ancora non sopportano il peso dei soprusi e non ne escono vivi. E’ chiamato anche Ergastolo Bianco perchè nessuno sa davvero quanto tempo dovrà rimanere lì. Le condizioni igieniche sono fuori dalla civiltà ed è a rischio anche l’incolumità degli internati. Non da ultima l’assurdità per cui, malati che dovrebbero essere seguiti costantemente, sono in strutture che non hanno nulla di “medico”, non gestite da personale sanitario. Il film commuove e indigna, presentando orrore, dolore e disperazione. In una ripresa è stata inquadrata una scritta sul muro, fatta da un internato: “Caro Socrate, tu sapevi di non sapere, io non so perchè mi stanno facendo morire in carcere“.

G.